Notizie di cronaca nelle Marche

Perché si spendono 2.600 euro al metro quadrato per strutture provvisorie e per la ricostruzione di una nuova casa 1.450 euro al metro quadrato? Perché non si concede la possibilità di poter migliorare sismicamente anche gli edifici classificati B, consentendo di svecchiare il patrimonio edilizio esistente?”. Perché? Perché? Perché? Sono tanti i quesiti a cui la politica potrebbe (e dovrebbe) dare risposta. Questi sono solo alcuni di quelli che l’ingegnere Roberto Di Girolamo, e come lui i tantissimi terremotati delle quattro regioni colpite, si pone. Tuttavia la campagna elettorale è già entrata nel vivo e il focus della questione, non solo nelle Marche ma in tutta Italia, sono i fatti di Macerata. Tutti, destra, sinistra, centro, sono tutti impegnati a commentare l’omicidio di Pamela Mastropietro e la sparatoria di Luca Traini. Giocano a chi la spara più grossa, dimenticandosi che i quesiti di Di Girolamo, sono i quesiti di migliaia di persone, quelle del terremoto del 2016, che meritano una risposta.

Oltre ai costi esorbitanti ed inspiegabili delle casette (Sae), in rapporto a quelli stanziati per la ricostruzione, e l’impossibilità di migliorare gli edifici con danni lievi, un altro problema è la lentezza dell’ufficio speciale per la ricostruzione: “Fanno un esame certosino di ogni progetto impiegando mediamente una settima per listruttoria di una pratica. Tenendo conto delle pratiche e del numero di istruttori si finirà la prima istruttoria fra 10 anni come minimo. Perché - chiede l’ingegnere - i danni e le vulnerabilità dell’ordinanza 19 (quella per la ricostruzione pesante) non tengono conto del costruito locale e delle norme tecniche? Ad esempio non tengono in conto che la gran parte delle costruzioni in muratura sono a sacco, non tengono conto delle strutture con blocchi di cemento, non tengono conto delle lesioni per scorrimento orizzontale. Sembrano scritte da persone che non hanno mai messo un piede in cantiere”. Non è chiara poi l’applicabilità del Sismabonus nella demolizione e ricostruzione degli edifici nella parte eccedente il contributo statale e non sono previste maggiorazioni per favorire lo svecchiamento del patrimonio edilizio non di pregio.

Perché nessuno spiega limportanza della microzonazione sismica? Tale strumento di fondamentale importanza per la pianificazione della ricostruzione da parte dei comuni e importante riscontro per i progettisti nella ricostruzione. Perché - prosegue - nessuno spiega che la ricostruzione non parte per l’impossibilità di sanare gli abusi strutturali e talvolta anche quelli architettonici? Perché nessuno parla della follia che i proprietari devono anticipare i soldi delle prove (necessarie per una buona ricostruzione) ritardando o peggio non facendole fare aumentando il costo della ricostruzione?”.

Altra assurdità interessa gli onorari, le parcelle dei professionisti: per i lavori pubblici infatti, essa va calcolata sulla base del decreto parametri (che prevede compensi più alti), mentre per i lavori privati, le parcelle si calcolano sulla base dell’ordinanza 12 (molto più bassi).

Perché gli scienziati che hanno inventato il ‘salva Peppina’ - torna a chiedere - non hanno pensato che si poteva fare tutto in maniera semplice? Bastava presentare la richiesta al comune per la realizzazione della casetta provvisoria a cui doveva essere allegata una dichiarazione, ove il proprietario si obbligava a rimuovere la casa nel momento che la sua abitazione fosse ritornata agibile, e una fidejussione pari al doppio del costo di demolizione della casetta con i costi del prezzario del cratere. La rimozione della casetta doveva avvenire prima della erogazione del saldo finale del contributo di ricostruzione e, se non avveniva, veniva revocato il contributo. Queste - conclude Di Girolamo - sono alcune delle domande a cui dovrebbero rispondere gli attuali e futuri politici, ma come al solito si avrà il solito blah, blah, senza nessuna novità.

g.g.

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Pochi minuti prima delle 13, il presidente del Senato Pietro Grasso è arrivato all'ospedale di Macerata per portare la vicinanza delle istituzioni ai feriti ricoverati all'ospedale del capoluogo. “Stanno in buone condizioni ha detto Grasso - grazie ai sanitari che li stanno curando con dedizione. Presto saranno dimessi, sono in via di guarigione”. Uno dei feriti è stato operato ieri. Dopo il giro nei reparti, il presidente si è soffermato sui temi più caldi di cui si dibatte in questi giorni. “Ho incontrato la mamma di Pamela, Alessandra. E' una donna forte e coraggiosa che mi ha rappresentato tutte le difficoltà che ha avuto la figlia e che si impegnerà perchè fatti del genere non succedano piu. Lei vuole, pretende giustizia, non vendetta. E questo le fa onore. E spera che qualcuno possa collaborare nel dare particolari che aiutino a ricostruire completamente la vicenda in cui è stata coinvolta la figlia. Noi siamo qua per dare solidarietà e vicinanza ai familiari di una vittima e in maniera paritaria anche alle vittime di una aggressione, che ha una caratteristica terroristica perchè rivolta in maniera indiscriminata verso persone e una caratteristica fascista e di stampo razzista, come è stata definita anche da un punto di vista giuridico dalle imputazioni. Chi semina odio raccoglie violenza. Siamo qui per opporci alla violenza e alla violenza fascista e razzista”.

L'attenzione poi si concentra sulle manifestazioni in programma nei prossimi giorni e in particolare su quella di sabato pomeriggio, dove sarebbe scesa in piazza l'Italia antifascista. Al momento, tutti gli appuntamenti sono stati cancellati dalla prefettura di Macerata. Ma Grasso esprime forti dubbi su questa scelta. “L'antifascismo è un valore fondante della nostra repubblica e della Costituzione. Penso che fare una distinzione tra una manifestazione fascista e una antifascista sia qualcosa che il nostro Stato deve fare. Dobbiamo essere capaci di distinguere. Non si può pensare che siano la stessa cosa. Capisco le preoccupazioni e le tensioni, però dobbiamo difendere i valori della nostra democrazia e della Costituzione. Le decisioni però le devono prendere le autorità responsabili dell'ordine e la sicurezza. Non si può equiparare l'antifascismo che è un valore fondante della nostra repubblica con una violenza che cerca di trovare la causa e la giustificazione con un fenomeno che nulla ha a che vedere con queste manifestazioni”.

Anche una delle più alte cariche dello Stato esprime preoccupazione per il timore di una nuova stagione di odio e vendette. “C'è preoccupazione per una tensione che si coglie nel Paese. Allora noi possiamo anche comprendere che ci sia la paura, ma non va alimentata. La paura va spiegata e accompagnata. La situazione di questi esseri umani che hanno diritto se sono rifugiati all'accoglienza e in quanto esseri umani hanno diritto all'integrazione. Alcuni di loro stavano studiano l'italiano, altri sono disponibili a lavorare e ad integrarsi. Questo è un territorio esemplare da questo punto di vista. E' assurdo che siano successe queste cose. E poi scusatemi. Vedere la bandiera italiana che avvolge una persona che spara indiscriminatamente contro delle persone inermi, fa veramente male”.

s.c.

 

Il presidente Grasso accolto al suo arrivo dal direttore Maccioni

 

arrivo grasso

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Giovedì, 08 Febbraio 2018 12:26

Unicam presente alla Bit Milano 2018

Anche l’Università di Camerino parteciperà alla Borsa Internazionale sul turismo 2018, all’apertura della fiera, il prossimo 11 febbraio a Milano. Alla manifestazione sarà presente, oltre ad altre autorità, anche il Magnifico Rettore Prof. Claudio Pettinari.
La BIT è una storica manifestazione organizzata da Fiera Milano che dal 1980 che porta nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo e che quest’anno si svolgerà dall’11 al 13 febbraio.

L’Università di Camerino sarà rappresentata dai dottorandi Eureka della School of Advanced Studies, i quali, coordinati dalla professoressa Lucia Ruggeri, stanno svolgendo ricerche giuridiche nel settore del turismo e le cui borse di studio sono state offerte in cofinanziamento da Unicam, dalla Regione Marche e da aziende marchigiane (Contram, Go World tour Operator, Esitur, Tour 2000).
I dottorandi, nello spazio riservato ad Unicam all’interno dello stand della Regione Marche, avranno l’opportunità di presentare al pubblico i risultati delle loro ricerche tramite poster ed altro materiale informativo.

L’occasione sarà utile per evidenziare il valore della ricerca giuridica affiancata all’esperienza imprenditoriale in un settore di grande rilevanza per l’intera Regione Marche.
Questa partecipazione sarà anche utile ai fini dell’acquisizione di nuovi contatti dal mondo dell’imprenditoria turistica, nell’ottica di futuri programmi di ricerca in convenzione con l’Università di Camerino.

Alla prima giornata della BIT, col contributo di Unicam e il patrocinio gratuito del Comune di Camerino, sarà presente anche una delegazione di studenti di Camerino che svolgono attività di studio e monitoring in ambito di tutela dei diritti delle persone con disabilità e turismo accessibile, all’interno di un progetto sociale gestito dall’associazione Go 4 all.

 

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Curioso fuori programma per un autista francese di un mezzo pesante rimasto incastrato sotto il cavalcavia della strada ferrata all'altezza del ponte di S. Antonio. Probabilmente ingannato dal navigatore, il conducente del mezzo, che doveva raggiungere un vivaio della zona, non si è avveduto della segnalazione del divieto di transito a mezzi superiori ad una determinata altezza e, così, è rimasto bloccato con il suo autocarro. Immediata la richiesta di soccorso, sul posto si è recata una pattuglia della polizia municipale che ha avvertito il carro attrezzi per la rimozione del mezzo. Non c'è stato però bisogno di ulteriori interventi, visto che l'autista è riuscito a liberare il mezzo sgonfiando i pneumatici dello stesso e riuscendo, così, a superare l'ostacolo. Fortunatamente soltanto una brutta disavventura che il transalpino difficilmente dimenticherà.

 

camion ponte

 

 

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Una delegazione dell'associazione di terremotati "La nostra terra trema, noi no", composta da Diego Camillozzi, Carlo Chiarolla, Ludvina Cinti ed il tecnico ingegner Roberto Di Girolamo ha incontrato a palazzo Chigi il commissario alla ricostruzione onorevole Paola De Micheli, il suo staff tecnico . Al centro del colloquio il tema del decreto cosiddetto "Salva Peppina", sulla regolarizzazione delle casette abusive per i terremotati . "Usciamo dal confronto con certezze, non purtroppo sufficienti a definire il caso di specie ma comunque certezze- hanno riferito i componenti la delegazione-. Il commissario ha spiegato che essendo stato sciolto il parlamento, le norme attuali del decreto non possono essere modificate sino a quando il nuovo parlamento non si riunirà prima del prossimo 23 marzo – hanno specificato i componenti dell'associazione – è stato precisato che le norme 'Salva Peppina' sono nate stabilendo determinati criteri, stimando una casisistica di circa 300 case abusive, di cui circa 200 sono state ritenute sanabili con la nuova norma. I numeri reali invece si sono rivelati di molto superiori, il problema si è dunque spostato in ordine di grandezza". Il commissario De Micheli si è impegnata ad inserire nella relazione sullo stato della ricostruzione, che presenterà al parlamento neo-eletto a fine marzo, il problema del cosiddetto "abuso di necessità", delle persone terremotate che non hanno voluto lasciare la loro terra. "Ha affermato che investirà il nuovo parlamento del problema – hanno proseguito  i componenti l'associazione – è stato sollevato anche il problema degli abusi strutturali, che impediscono la presentazione dei progetti di ricostruzione. Abbiamo presentato un documento con alcuni rilievi tecnici, che è stato apprezzato dai tecnici della struttura commissariale". Dal colloquio con l'onorevole Paola De Micheli, il gruppo de "La terra trema noi no", ha appreso del prolungamento dello stato di emergenza: "Lo stato di emergenza ci è stato detto che verrà prolungato almeno sino a fine agosto, in quanto le ordinanze di Protezione civile, non consentono di superare i sei mesi di proroga. Sono giunte rassicurazioni che l'attuale regime del contributo di autonoma sistemazione, non subirà nessuna modifica, rispetto a quello vigente. Nei centri dove la situazione non è ancora definita, saranno  riaperti i termini,  per la richiesta di soluzioni abitative di emergenza o per l'assegnazione degli alloggi Erap, acquisiti dalle Regioni. Continueremo ad essere vigili ed attivi, per poter giungere ad una soluzione positiva, di questo problema che incombe su tante famiglie, togliendo loro la serenità, dopo che hanno perso tutto a causa del sisma".

 

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Sale la tensione a Macerata dopo i fatti della settimana scorsa, l'omicidio di Pamela Mastropietro e il raid di follia di Luca Traini, che con la sua pistola ha ferito sei persone di colore, seminando il panico per le vie del capoluogo. La situazione è davvero pesante, il clima è tesissimo, basta davvero poco a far accendere gli animi. Animi che si sono gia acceso ieri sera, nel cuore del centro storico di Macerata, quando un gruppo composto da una trentina di ragazzi, al grido di “fascisti carogne tornate nelle fogne”, ha lanciato fumogeni. Il blitz è durato poco, ma è solo l'antipasto di quello che potrebbe avvenire nelle prossime ore e nei prossimi giorni: oggi è arrivato a Macerata il segretario nazionale di CasaPound. Il referente nazionale del movimento di ultradestra è stato accolto da un gruppo di seguaci delle Marche, ma anche da una città blindata da presidi delle forze dell'ordine. La seconda scintilla che potrebbe scatenare gli animi è la manifestazione di Forza Nuova, in programma domani sera. Il terzo appuntamento, quello dell'Italia antifascista, era stato inizialmente fissato per sabato pomeriggio. E' invece notizia di oggi che, in seguito all'appello del sindaco di Macerata di annullare tutte le manifestazioni, Anpi, Arci, Cgil e Libera hanno deciso di cancellare l'evento di sabato. “Ero fiducioso che le forze democratiche e antifasciste avrebbero saputo ascoltare la voce della Città – ha commentato il sindaco di Macerata Romano Carancini - La decisione di sospendere la manifestazione nazionale del 10 febbraio a Macerata dimostra la sensibilità verso una comunità che intende rialzarsi e tornare a essere se stessa dopo le ferite subite. Sono pronto a fare la mia parte in una grande manifestazione unitaria nazionale a sostegno della nostra Costituzione. Infine, ho ancora speranza che tutte le altre annunciate manifestazioni in città possano essere spontaneamente annullate”. Detto che l'appuntamento di Forza Nuova è ancora confermato, per l'evento di sabato si sono invece mobilitate altre forze, che non hanno voluto rinunciare a scendere in piazza. Sono i centro sociali delle Marche, in prima linea, e altre forze anche politiche che in queste ore stanno decidendo cosa fare. Il Csa Sisma ha annunciato con una nota la sua netta posizione. “E' confermata la manifestazione nazionale contro il fascismo e il razzismo di sabato 10 febbraio a Macerata. Apprendiamo dell'annuncio della sospensione della partecipazione alla manifestazione nazionale di sabato da parte delle segreterie e delle presidenze nazionali ANPI, ARCI, CGIL e LIBERA. Ancora una presa di posizione irricevibile, quella del sindaco, che a fronte della gravità dei fatti di sabato, pone sullo stesso piano le iniziative neofasciste lanciate da quanti rivendicano l'attacco terroristico di sabato scorso e la grande manifestazione di condanna di quanto accaduto. L'unica risposta possibile a quanto accaduto sabato scorso è quella di rifiutare il clima creato ad arte per ostacolare la libera espressione del diritto di tutti i cittadini a manifestare la loro solidarietà alle vittime dell'attentato, e la loro ferma condanna di ogni manifestazione di fascismo e razzismo. Nessuno può sospendere una manifestazione che in pochissimi giorni ha ricevuto appelli, adesioni ed inviti alla partecipazione da tante realtà sociali e singoli cittadini, a livello locale, come a livello nazionale”. Intanto ieri sera, dai giardini Diaz a piazza Cesare Battisti ha sfilato il corteo con fiaccolata dal titolo “Una luce per Pamela” organizzato dall'associazione l'Esistenza Ora. Trecento persone hanno voluto dire basta alla violenza insieme alla mamma di Pamela Mastropietro. Oggi a Macerata anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in visita all'ospedale ai feriti della sparatoria di sabato scorso e al tribunale di Macerata.

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Il Piano di Tutela delle acque, PTA, è uno strumento fondamentale per garantire, nel lungo periodo, un approvvigionamento idrico sostenibile e per controllare la qualità e la quantità dei corpi idrici delle Marche. Un monitoraggio che significa anche valutare la portata dei corsi dacqua, dei livelli piezometrici negli acquiferi sotterranei, dei livelli idrici dei laghi, serbatoi, stagni del nostro territorio.

Compito della Regione è quello di perseguire questi obiettivi attraverso misure ed interventi stabiliti con legge. Compito che attualmente vede la Regione inadempiente almeno per quanto concerne la revisione del PTA. Per questo il Consigliere regionale, Sandro Bisonni, Vice Presidente della Commissione Ambiente, ha portato il caso in Consiglio regionale con una interrogazione al fine di conoscere le motivazioni di questo ritardo.

La risorsa acqua rappresenta un fattore determinante per le nostre comunità – afferma soprattutto in questi anni in cui assistiamo a lunghi periodi di criticità idrica. La Regione, secondo quanto deliberato dallAssemblea legislativa doveva aver già predisposto ed approvato la revisione del PTA entro il 26 gennaio del 2016. Cosa che non è avvenuta con tutto quanto ne consegue in termini di valutazione qualitativa e quantitativa della risorsa acqua nelle Marche.

Il primo PTA fu infatti approvato dal Consiglio il 26 gennaio del 2010 e come stabilisce la legge nazionale doveva essere revisionato entro i successivi sei anni.

Per la revisione del Piano delle acque, la legge nazionale impone un preciso percorso amministrativo prosegue Bisonni che prevede il coinvolgimento di vari soggetti come il Ministero dellAmbiente, le Autorità di bacino, le Province. Ad oggi non si hanno notizie sulla presenza di una nuova versione o revisione del PTA che doveva essere redatta da più di due anni. Credo sia fondamentale conoscere quali azioni si stiano portando avanti e soprattutto entro quale data il Piano potrà essere approvato.

g.g.

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I carabinieri Forestali hanno rinvenuto lungo il sentiero che costeggia il fosso Coldellanoce di Sassoferrato 4 trappole in metallo innescate per la cattura di fauna selvatica.

All’interno delle trappole, perfettamente funzionanti, erano presenti anche delle esche.

Il proprietario dell’area è stato sottoposto ad attività di perquisizione, presso l’edificio rurale con i due capanni annessi, adiacenti all’area, dove sono state rinvenute e sequestrate altre tre trappole armate, tra le quali una di medie dimensioni risultava innescata con patate per la cattura di istrici.

Il presunto responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, ed ore rischia l’ammenda prevista per il reato di utilizzo di mezzi di caccia non consentiti.

 

Sequestro trappole 1

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Una nuova scuola per Esanatoglia, altro centro colpito dal terremoto del centro Italia. È stata sottoscritta la convenzione tra Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, Afidamp, Gruppo Almaviva, Hitachi, Ipsseoa Costaggini, Università di Padova e Comune per la realizzazione del nuovo edificio che ospiterà la Scuola Secondaria di Primo Grado “Carlo Alberto Dalla Chiesa”.

All’indomani del terremoto del 24 agosto 2016 i finanziatori si sono attivati per contribuire alla raccolta fondi.

Si tratta della sesta scuola che Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia realizza nell’area del sisma, come soggetto committente ed attuatore, divenendo collettore dei finanziamenti di privati.

L’edificio avrà un’estensione di 400 metri quadri circa distribuiti su un unico piano e potrà ospitare fino ad un massimo di 60 alunni, oltre agli insegnanti ed al personale di servizio. L’edificio potrà supportare l’attività didattica in una prospettiva pluriennale ed in totale sicurezza essendo completamente antisismico. Il costo totale dell’edificio sarà di 387.574 euro.

 

Alla costruzione della nuova scuola partecipano anche le aziende del gruppo Hitachi e Ansaldo. La mission di Hitachi è mettere l’innovazione tecnologica al servizio della società, per trovare le migliori soluzioni in grado di risolvere e rispondere alle esigenze e ai problemi che le comunità devono affrontare. Per questo le aziende del gruppo in Italia hanno deciso di dare il proprio sostegno alle zone colpite dal terremoto.

Lorena Dellagiovanna, Country Manager per l'Italia di Hitachi Europe Ltd. ha dichiarato: "Il terremoto che ha colpito il Centro Italia è stato un devastante disastro naturale che ha avuto un impatto tremendo sulla comunità locale. Di fronte a una calamità che ha colpito così duramente il nostro Paese non possiamo non agire. Per questo siamo orgogliosi di poter sostenere con la Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia il progetto per ricostruire la scuola di Esanatoglia, aiutando le famiglie della comunità locale a tornare a ristabilire la quotidianità della loro vita. Ringrazio tutti coloro che fanno parte del gruppo Hitachi in Italia per il loro supporto nella raccolta fondi, così come per tutte le persone coinvolte nel progetto. "

esanatoglia progetto nuova scuola

 

 

Dopo un’accurata selezione, per rispettare requisiti di qualità, affidabilità, convenienza e rispetto delle tempistiche è stata scelta da Confederazione la ditta ILLE prefabbricati Srl. Misericordie ha messo a disposizione dell’iniziativa proprio personale tecnico qualificato che seguirà l’intervento in tutte le sue fasi.

La precedente scuola media era stata gravemente danneggiata dal terremoto, riportando danni di livello E. Conclude il sindaco di Esanatoglia, Luigi Nazzareno Bartocci: "Fin dai primi giorni del sisma è apparso subito evidente come le priorità per il nostro Comune fossero gli edifici scolastici. Abbiamo in parte superato la fase emergenziale comprimendo gli spazi per i nostri alunni, costringendoli anche  a qualche rinuncia, pur di garantire loro la continuità didattica in luoghi sicuri. Oggi, con la firma definitiva della Convenzione con i soggetti Donatori, le Misericordie Toscane quale soggetto attuatore e grazie all'aiuto della Protezione Civile, del MIUR e del Commissario, abbiamo finalmente un quadro che ci permetterà di tornare alla normalità, almeno per quanto riguarda gli spazi e la redistribuzione delle classi. La nuova scuola media temporanea consentirà nuovi spazi sicuri e ci permetterà di riportare le elementari e la materna nei loro luoghi e spazi originari. Non posso che gioire di questo evento e soprattutto manifestare la gratitudine mia e di tutti gli Esanatogliesi al grande cuore di chi ha avuto per noi un gesto di vera e concreta solidarietà. Il grande cuore dell'Italia ha ancora una volta dato grande prova di se".

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Nuova consegna di casette per  l’area Pian di Giove a Muccia. Il sindaco Mario Baroni ha fissato per le ore 11 di sabato 10 febbraio il taglio del nastro e la distribuzione delle chiavi. In tutto 16 le casette che rappresentano il nuovo inizio di altrettante famiglie e, consegnate le quali, giunge a completamento la più estesa delle quattro aree comunali destinate alle soluzioni abitative temporanee. “ Restano fuori ancora le Sae dell’area Varano che ci auguriamo di riuscire a consegnare a breve- dichiara Baroni-. Un nuovo traguardo per tante famiglie che non vedono l’ora di riacquistare un minimo di normalità e di avere di nuovo l’opportunità di stringere un legame con la propria terra e le proprie radici. La macchina intanto va avanti e, secondo il cronoprogramma, la prossima azione sarà quella delle gare per conferire gli incarichi relativamente alla ricostruzione delle opere pubbliche finanziate.

Quanto alle casette – continua il sindaco- possiamo dire di esserci dati da fare; le prime Sae sono state infatti consegnate due mesi fa e, ci fa piacere sentire commenti positivi nelle persone che le abitano. Le metrature variano a seconda del nucleo famigliare ma, seppur di dimensioni ridotte rispetto agli ambienti che si era abituati a vivere, le persone si trovano abbastanza bene, felici di aver ritrovato l’intimità domestica. E’ un segnale di tranquillità e di prospettive future. Con la prossima consegna di una parte delle Sae dell’area Varano ( oltre una quindicina)- conclude Baroni - resterebbero ancora da sistemare 25 famiglie dello spazio che fin dall’inizio è stato il più problematico e laborioso, richiedendo tempi più lunghi per essere urbanizzato”.

C.C.

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